IL CIOCCOLATO: IMPRESSIONI -WoO

Il desiderio e lo stimolo di poter affiancare al caffè un prodotto “finito”, pronto per il consumatore.

 

PRIMA: La selezione del cacao in piantagione ammirando le cabosse , annusando le fave ancora fresche dentro la mucillagine e scegliendo il prodotto che meglio si sposerà con l’idea di cioccolato; seguendo anche progetti sulla Biodiversità prima in Venezuela e poi in Messico.

DURANTE: Le fave di cacao entrano nella tostatrice di un colore e ne escono con lo stesso colore. Il fuoco le cambia dentro: sprigiona profumi e sapori che si riversano nella massa.

DOPO: creazione di tavolette con le proprie mani. Pochi ingredienti e soprattutto le nibs (granella di fave di cacao) che rendono al cioccolato la terza dimensione.

IL CIOCCOLATO PIU' TOSTO

75% di pasta di cacao e 25% di raro "miele della spiaggia" che sa di elicriso: sono gli unici ingredienti di una tavoletta che da sola varrebbe un viaggio in questa piccola torrefazione toscana. Qui Andrea Trinci tosta a legna, accanto ai migliori caffè del mondo, kopi luwak compreso, il cacao (in gran parte del presidio Slow Food messicano di Chontalpa), che poi riduce in pasta e lavora solo con zucchero di canna e baccelli di vaniglia oppure caffè, arancia, nocciole per dare un aroma in più ai suoi fini cioccolati. In negozio se ne trovano oltre dieci tipi. Si può cominciare con la barra alla granella di cacaco. Senza però dimenticarsi anche di un profumato sacchetto di caffè.

Maria Vittoria Dalla Cia da La Cucina Italiana - febbraio 2010

 

 


TRINCI dal CAFFE' al CACAO